Centro Storico

La parrocchiale, con la sua vasta piazza, rappresenta un po’ la demarcazione tra la Grosio “vecchia” e quella nuova, sviluppatasi lungo l’asse della Statale dello Stelvio. Addentrandoci alle spalle della chiesa scopriremo angoli di una Grosio che, da lontano, non potevamo immaginare: vecchie stradine, portali, strutture agricole. Partiamo dallo slargo che, lungo l’asse di via Roma, si apre sul retro della parrocchiale.

Iniziamo a percorrere sulla destra, lungo il basso muretto della Villa Visconti Venosta, la via omonima, guidati da un suggestivo acciottolato : ci troveremo così a ridosso del corpo di fabbrica più antico della villa, di cui potremo apprezzare appieno le elegati linee delle finestre, difese da ferri battuti. La via piega bruscamente a sinistra e all’improvviso ci troviamo immersi nell’antico nucleo di Grosio: il tracciato diviene largo un paio di metri e in alto, dinnanzi a noi, appare un alto comignolo, quasi turriforme, che adorna Palazzo Negri. Ecco infatti che via Venosta si immette in via Negri ed a qualche metro di distanza appare la massa imponente dell’omonimo palazzo. Inutile negare che nei secoli ha subìto parecchie variazioni; tuttavia possiamo ancora valutarne l’unitarietà e l’elegante linea delle finestre, bordate dell’usuale pietra verde grosina. Ma ciò che rende il palazzo inconfondibile è, un poco sulla destra, un maestoso portale sormontato dallo stemma gentilizio coi due gigli in pietra. Il portale, con arco a tutto sesto, è dotato delle antiche ante in legno rafforzate con teste di chiodi in ferro che danno al tutto un aspetto assai severo. Affacciandosi all’interno ci troviamo in una sorte di corte interna con archi e due massicce colonne; una bella scala, ornata a destra dallo stemma gigliato, sale al piano superiore. Proseguendo si penetra in un cortile, già per uso agricolo, aperto anch’esso con un ampio portale su via S. Giorgio. Di fronte a Palazzo Negri si trova l’antica trattoria della Pace che offre una perfetta stua risalente ai primi del XX secolo. Usciti dall’antico palazzo giriamo sulla sinistra e in pochi metri siamo ad un angolo: mentre via Negri continua verso l’Adda noi pieghiamo a sinistra in via S. Giorgio. Dopo un nuovo angolo ecco apparire verso il cielo il caratteristico campanile di S. Giorgio e a sinistra il campaniletto a vela dell’Oratorio dei Disciplini. Qui parecchie strutture sono state modificate, ma è anche vero che molti portoni sono rimasti integri e massicci, come quello al n. 8 che appartiene anch’esso a Casa Negri. Più avanti il grande ingresso dell’area agricola è stato di recente allargato, mantenendo quasi intatta la caratteristica della struttura. Ancora pochi metri e sempre sulla sinistra troviamo la caratteristica apertura a L rovesciata di un antico negozio, con cartiglio del 1716. Quasi di fronte è l’ingresso alle strutture che circondano S. Giorgio, alle quali si accede sottopassando un arco, un tempo tomba dei Venosta, il cui stemma campeggia alto sulla sinistra. Superato l’ingresso della più antica chiesa di Grosio, un nuovo portale sulla sinistra con stemma abraso, intro-duce in un cortile non privo di eleganza. Giungiamo così ad una piazzetta originata dall’incontro tra via S. Giorgio e via Giorgio Pruneri. Al centro troneggia una monumentale fontana lavatoio poligonale in pietra. Andando con lo sguardo verso l’Adda si nota un’altra caratteristica struttura di antico negozio a L che mostra ancora le antiche ante. Prendiamo invece a sinistra l’ampia via Pruneri che seguiamo per una quarantina di metri. Notevoli i portoni ai numeri 10, 11, 9 e quello a fronte datato 1851. Proseguendo si sbuca in via Roma; sull’angolo di sinistra è un ennesimo splendido portone in pietra verde bugnata e al di là del-la carreggiata uno quasi gemello. Ritornando sui nostri passi notiamo al n. 5 la facciata dell’antica chiesetta di S. Michele, attualmente caserma dei pompieri. Tornati al n. 9 entriamo nel passaggio archivoltato che sottopassa la casa parrocchiale e a sinistra in pochi passi siamo all’ampia piazza del Municipio. Al centro il monumento ai numerosi Caduti grosini nelle guerre del XX sec., mentre verso est si apre la possente, ma elegante facciata del Municipio eretto alla fine degli anni ’20 ove, ancor oggi, hanno sede gli uffici comunali. All’interno bel busto del marchese Emilio Visconti Venosta, uno dei maggiori figli della terra grosina. Dalla piazza ci si immette verso est in via Potenzino ed in breve ci si rimmerge nella Grosio antica, seguendo quello che inizialmente pare un viottolo tra orti e poi uno stretto passaggio tra antiche case di cui alcune paiono risalire al ‘500. Si giunge così in via Mortirolo, proprio di fronte agli edifici scolastici; nella recinzione è notevole un grande masso avello con data 1583. Imbocchiamo via Mortirolo a sinistra per raggiungere via Roma e all’incrocio sulla destra notiamo la cappella dei Màgul, con affresco settecentesco recentemente restaurato. Traversata via Roma imbocchiamo via Valorsa ma quando questa piega a sinistra, trasformandosi in via Vanoni per salire a Ravoledo e in Val Grosina, proseguiamo diritti sino a giungere alla Casa Valorsa, sul cui lato è un’artistica Sacra Famiglia attribuita al celebre pittore. Continuando in salita accentuata si penetra nella parte a monte di Grosio che via via si fa più agricola. E’ infatti questa una caratteristica abbastanza evidente del paese: mentre nella parte a valle di via Roma erano i palazzi e le chiese, nella parte a monte si trovano anche oggi le tracce di quella agricoltura che ha reso Grosio famosa in tutta l’area. Via Valorsa sbuca all’improvviso su via Vanoni, nei pressi di una delle tante caratteristiche fontane in pietra. Traversiamo l’asse viario che porta verso la Val Grosina per imboccare la tortuosa via Serponti, non senza aver ammirato il tiburio ottagonale ed il caratteristico campanile della parrocchiale che si stagliano contro i boschi del passo di Guspessa. Passando tra edifici rurali assai caratteristici, spesso ornati da santelle di gusto popolare, che ciascuno potrà scoprire girovagando a piacere secondo i propri ritmi, si ritorna alla partenza.

Bibliografia: “Grosio, il paese, le frazioni, le valli” a cura del Comune di Grosio. Testi di Eliana e Nemo Canetta 

Galleria fotografica – Il centro storico

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